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Sa Domo de su Nie

La casa della neve, a 800 metri

SentieriTappa 006 · SV-006

Da Bruncu Spina a Punta La Marmora: il sentiero e i rifugi del Gennargentu

Punta La Marmora, 1.834 metri, è il punto più alto della Sardegna: si sale a piedi dalla base di Bruncu Spina in circa due ore. Dove si parte, quanto si cammina e cosa resta dei rifugi.

Nota riletta il 9 minuti di lettura

Verso la cima più alta dell'isola si cammina su scisto ed erba rasa, senza un albero che faccia ombra.
Verso la cima più alta dell'isola si cammina su scisto ed erba rasa, senza un albero che faccia ombra. Foto: la casa

Punta La Marmora, 1.834 metri, è la cima più alta della Sardegna e si raggiunge a piedi dalla base degli impianti di Bruncu Spina, intorno ai 1.550 metri, in circa due ore di cammino: si segue la cresta fino al valico di Arcu Gennargentu e da lì si risale l'ultimo pendio, ripido e sassoso, fino alla vetta. Sta sul confine tra i comuni di Arzana e Desulo, nel massiccio del Gennargentu. In cima non c'è nessun rifugio: i ripari di questa montagna stanno più in basso, e uno di loro, costruito nel 1901, oggi è un rudere.

Da dove si parte, arrivando da Aritzo?

Il punto di partenza più usato è lo spiazzo sotto la stazione di Bruncu Spina, la seconda cima dell'isola con i suoi 1.829 metri. Da Aritzo si raggiunge Desulo e da lì si prende la strada provinciale 7 in direzione di Fonni: il bivio per Bruncu Spina, segnalato insieme a Monte Spada, si trova a circa cinque chilometri da Fonni, e una strada di montagna di circa nove chilometri e mezzo sale fino ai parcheggi. D'estate la strada può essere chiusa da una sbarra poco prima degli impianti: si lascia l'auto e si continua a piedi.

Sulla stessa provinciale, dal lato di Desulo, è indicata anche la località S'Arena, l'altro accesso classico. Da lì parte il sentiero 721, prima largo e poi sempre più stretto, che sale al valico di Arcu Artilai e prosegue verso Arcu Gennargentu. È una partenza più bassa e più lunga, adatta a chi vuole camminare di più e scollinare con calma.

Chi vuole conoscere la cima di partenza prima di allungare fino alla vetta più alta trova le nostre note sulla salita a Bruncu Spina e alle sue creste: pietraie, ginepri bassi e vento, lo stesso paesaggio che accompagna tutta la traversata.

Come si cammina dalla cresta di Bruncu Spina alla vetta?

Il percorso coincide in gran parte con la tappa Z18 del Sentiero Italia del CAI, quella che da Separadorgiu scende fino a Terra Ona, e si legge in quattro passaggi.

Il primo è la salita a Bruncu Spina. Dalla base si può puntare dritti in cima lungo la pista da sci, che è ripida, oppure prendere la variante che passa da Arcu Artilai: poco più di un chilometro in più, ma con una pendenza più dolce. Da Arcu Artilai il sentiero 721A porta in cima a Bruncu Spina in una mezz'ora.

Il secondo è la cresta. Si cammina verso sud-est passando accanto a Punta Paulinu, tra gariga e roccia, con lo sguardo che si apre sull'Ogliastra e sul lago di Bau Muggeris, fino ad Arcu Gennargentu, un valico ampio intorno ai 1.650 metri. Qui si incrociano più sentieri: il 721 che sale da Desulo, il 716-A che arriva dalle creste di Bruncu Spina e il tracciato del Sentiero Italia.

Il terzo è il tratto che fa fatica. Da Arcu Gennargentu alla cima ci sono circa 180 metri di dislivello in poco più di un chilometro, su un ghiaione di pietre smosse dove conviene salire piano e guardare dove si mettono i piedi. Si arriva così a Genna Orisa, 1.782 metri, dove si innesta il sentiero 761 che sale da Villagrande Strisaili.

Il quarto è la cresta finale. Si incontra prima una grande croce di metallo, che molti scambiano per la vetta; il punto più alto, segnato da un ometto di pietre, sta circa duecento metri più avanti. Per il ritorno si rifà la stessa strada, oppure da Arcu Gennargentu si prende un sentiero a mezza costa verso est che riporta ai parcheggi senza risalire Punta Paulinu e Bruncu Spina.

Quanto si cammina? I percorsi a confronto

Le misure cambiano da una descrizione all'altra, perché cambiano i punti di partenza e il modo di contare il dislivello. Questi sono i riferimenti pubblicati per i percorsi più usati, secondo L'Unione Sarda, Visorando, Wikipedia e il CAI:

PercorsoLunghezzaSalitaTempo
Base di Bruncu Spina, Arcu Gennargentu, Genna Orisa, vetta (solo andata)4,9 km427 mcirca 2 ore
Anello dalla base di Bruncu Spina per Punta Paulinu e la vetta11,3 km632 mcirca 5 ore
Sentiero T-721 verso Arcu Gennargentu e il Sentiero Italia5,3 km149 mcirca 1 ora e mezza
Sentiero T-722 da Girgini ai ruderi del rifugio La Marmora8,2 km644 mcirca 2 ore e 50
Sentiero Italia, tappa Z18, da Separadorgiu a Terra Ona22,7 km737 mcirca 6 ore

Per l'andata e ritorno dalla base di Bruncu Spina la stima più prudente è quella dell'anello: circa cinque ore di cammino effettivo, a cui vanno aggiunte le soste. Chi vuole fare la tappa intera del Sentiero Italia deve organizzare il rientro da Terra Ona, perché la tappa non torna al punto di partenza.

C'è un rifugio a Bruncu Spina?

Non in vetta, e non nel senso alpino della parola. Quando si parla di rifugio, da queste parti, si intendono in realtà tre luoghi diversi, ed è utile distinguerli prima di partire.

Il primo è il rifugio di S'Arena, sul versante di Desulo, intorno ai 1.500 metri: è il punto da cui partono molte descrizioni del sentiero 721. Le notizie pubbliche sul suo stato non concordano, c'è chi lo indica come custodito e chi lo ha trovato chiuso e malandato. Prima di contarci per un pasto o per la notte, conviene chiedere a Desulo.

Il secondo è il rifugio La Marmora, o quello che ne resta. Fu inaugurato nel 1901, a circa 1.600 metri sotto Punta Paulinu, costruito con il contributo dei comuni dell'isola e dedicato ad Alberto La Marmora; le intemperie lo ridussero in poco tempo a un cumulo di pietre. Oggi i suoi ruderi si incontrano lungo il sentiero T-722, che sale dalla foresta di Girgini.

Il terzo è più vicino a noi. Ad Aritzo, nel secondo fine settimana di ottobre del 2022, è stata inaugurata la Capanna Sociale Texile, che prende il nome dal Texile, il monumento naturale alle porte del borgo, ed è stata presentata come il primo rifugio del CAI in Sardegna. L'edificio è del Comune di Aritzo e la sezione di Cagliari del Club Alpino Italiano lo gestisce in concessione: per sapere come e quando si può usare, il riferimento è la sezione stessa.

Perché si chiama La Marmora, e cosa si vede dalla cima?

La vetta porta il nome di Alberto Ferrero della Marmora, generale e naturalista nato a Torino nel 1789 e morto nel 1863, che percorse a lungo la Sardegna e la descrisse nel Voyage en Sardaigne, uscito a Parigi nel 1826, e poi nell'Itinéraire de l'île de Sardaigne del 1860. A lui si attribuisce anche la misura della quota. In sardo la cima si chiama Perda Crapias, pietre spaccate, per lo scisto che si sfalda e si rompe in lastre.

La vetta è arrotondata e spoglia. Nelle giornate limpide da lassù si vede gran parte dell'isola: le montagne del sud della Corsica, le colline di Cagliari, i mari tutto intorno. Sul versante occidentale, a Su Sùssiu, resiste un piccolo bosco di tassi. Lungo le creste vivono mufloni e aquile reali: incontrarli non è scontato, ma camminare in silenzio aiuta. Chi vuole quote, toponimi e sentieri in ordine trova tutto nella voce di Wikipedia su Punta La Marmora.

Scarponi da escursione in cuoio e una borraccia di metallo appoggiati su una lastra di roccia grigia accanto a un sentiero di montagna, erba piegata dal vento e una valle velata di foschia sullo sfondo
Sul percorso le fonti non sono sicure: l'acqua per tutta la giornata parte nello zaino.

Quando salire e cosa mettere nello zaino?

Senza neve, la salita è un'escursione di difficoltà moderata: servono scarpe da trekking, un minimo di allenamento a camminare per qualche ora e una buona capacità di orientamento. Sul percorso non c'è ombra, e sull'acqua le descrizioni non concordano: una segnala una fontana prima di Arcu Gennargentu, un'altra dice che lungo il cammino non se ne trova. La scheda del Sentiero Italia avverte delle difficoltà di approvvigionamento idrico. La regola è semplice: l'acqua per tutta la giornata si porta da valle.

La nebbia è l'altro avversario. La scheda del Sentiero Italia CAI per la tappa Z18 raccomanda attenzione, perché sulle creste larghe e senza alberi i riferimenti spariscono in pochi minuti, e i segni lungo il sentiero non sono sempre continui. Una traccia GPS scaricata prima di partire e una carta in tasca aiutano a non perdere il filo. Il vento in quota può superare i 100 chilometri orari: uno strato antivento va nello zaino anche in piena estate, insieme a un cappello e alla crema solare.

D'inverno la neve sul Gennargentu è frequente e la salita cambia natura: diventa terreno per chi ha esperienza, attrezzatura e conoscenza del manto nevoso. Abbiamo raccolto le regole di base su come si cammina sul Gennargentu d'inverno, tra ciaspole, sci alpinismo e giornate in cui è meglio restare a valle.

In breve

  • Punta La Marmora (Perda Crapias): 1.834 metri, punto più alto della Sardegna, massiccio del Gennargentu, comuni di Arzana e Desulo.
  • Bruncu Spina: 1.829 metri, seconda cima dell'isola, punto di partenza più usato; la base degli impianti sta intorno ai 1.550 metri.
  • Percorso classico: base di Bruncu Spina, cresta, Arcu Gennargentu (circa 1.650 metri), Genna Orisa (1.782 metri), vetta; circa 4,9 chilometri e due ore all'andata.
  • Rifugi: S'Arena sul versante di Desulo (stato da verificare), ruderi del rifugio La Marmora (1901), Capanna Sociale Texile ad Aritzo (CAI, 2022).

Domande rapide

Di quanto Punta La Marmora supera Bruncu Spina?

Di cinque metri: 1.834 contro 1.829. Per questo molti salgono prima su Bruncu Spina e poi proseguono lungo la cresta fino alla cima più alta, nella stessa giornata.

Serve una guida per salire a Punta La Marmora?

Con il bel tempo e senza neve è un'escursione alla portata di chi cammina in montagna con regolarità e sa leggere una carta. Con nebbia, neve o poca esperienza, una guida escursionistica del territorio è la scelta prudente, anche perché i segni lungo i sentieri non sono sempre regolari.

In quale comune si trova Punta La Marmora?

La vetta sta sul confine tra Arzana e Desulo. Bruncu Spina ricade invece nei territori di Desulo e Villagrande Strisaili, con una parte concessa in enfiteusi perpetua al Comune di Fonni, il paese da cui parte la strada per gli impianti.

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