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Il Castello Arangino e le chiese di Aritzo: il volto neogotico e sacro del borgo
Un castello neogotico del 1917 e due chiese minori accanto alla parrocchiale cinquecentesca: il lato civile e religioso del centro storico di Aritzo, oltre Sa Bovida e Casa Devilla.
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Ad Aritzo, oltre a Sa Bovida e a Casa Devilla, il centro storico custodisce un castello neogotico del primo Novecento e tre chiese: la parrocchiale di San Michele Arcangelo, di origine cinquecentesca ma costruita su un nucleo più antico dell'XI secolo, e due chiese minori, quella di Sant'Antonio di Padova e quella di Santa Maria della Neve. Sono luoghi che non compaiono nelle nostre altre pagine sul borgo, e che raccontano un'altra parte della stessa storia: non più il carcere spagnolo del Seicento o il complesso seicentesco di Casa Devilla, ma il gesto di chi, più tardi, ha voluto costruire un castello, e la fede che da secoli abita le stesse vie.
Cos'è il Castello Arangino e chi lo ha voluto?
Il Castello Arangino è stato fatto costruire nel 1917 in stile neogotico dal cavalier Vincenzo Arangino. È quindi un edificio relativamente recente per gli standard del paese, se confrontato con la parrocchiale cinquecentesca o con il nucleo seicentesco di Casa Devilla: non nasce da un'amministrazione coloniale o da una necessità di difesa, ma dalla volontà di un singolo committente, in un momento in cui il neogotico era ancora un linguaggio architettonico di moda in Italia, usato per segnare prestigio e gusto personale più che funzione pubblica.
Questo lo rende un caso diverso dagli altri monumenti del borgo. Sa Bovida era un carcere, Casa Devilla un complesso del Seicento: il Castello Arangino, invece, è un gesto individuale. Vale la pena guardarlo proprio per questo contrasto: tra le case di granito scuro del centro storico, un profilo neogotico racconta un'ambizione diversa.
Perché uno stile neogotico in un paese di pietra e castagno?
Perché a inizio Novecento il neogotico era uno dei linguaggi con cui chi aveva mezzi segnalava gusto e modernità, anche lontano dalle grandi città. Aritzo in quegli anni non era un paese isolato: viveva anche del commercio della neve raccolta nelle neviere di montagna, e i contatti con il resto dell'isola portavano in paese anche idee architettoniche che altrove si vedevano nelle ville di collina o di costa. Il cavalier Arangino ha scelto per il suo castello un linguaggio che si distingue volutamente dalle case vicine, fatte di granito locale e di balconi scolpiti in castagno: una dichiarazione di stile più che una continuità con l'edilizia del borgo.
Chi cammina oggi tra le vie del centro storico, dopo aver visto i balconi di legno intagliato e le facciate più sobrie delle case di paese, trova nel castello un punto di rottura visiva: non si confonde con il resto, e proprio per questo si lascia riconoscere da lontano.
Quali chiese si trovano oltre alla parrocchiale di San Michele Arcangelo?
La chiesa principale del paese è la parrocchiale di San Michele Arcangelo, di epoca cinquecentesca ma sviluppata a partire da una sezione più antica che risale all'XI secolo: è quindi un edificio che porta dentro di sé quasi mille anni di stratificazioni, dalla parte più antica fino agli ampliamenti del Cinquecento. Accanto a questa, il paese conserva altre due chiese: la chiesa di Sant'Antonio di Padova e la chiesa di Santa Maria della Neve. Sono edifici minori rispetto alla parrocchiale, ma fanno parte dello stesso tessuto religioso di un borgo che, come molti centri della Barbagia, ha moltiplicato nei secoli i luoghi di culto accanto a quello principale.
Non abbiamo trovato, nelle fonti consultate, indicazioni precise su orari di apertura o funzioni regolari di queste due chiese minori: come per Casa Devilla e il Museo di Scienze Naturali, la cosa più sicura è chiedere in parrocchia o all'ufficio turistico del Comune prima di organizzare una visita, perché gli orari di un piccolo edificio di culto in un paese di montagna seguono spesso il calendario delle funzioni più che un orario fisso da museo.
Si può visitare il Castello Arangino?
Qui va detta la verità: non abbiamo trovato fonti ufficiali che confermino se il castello sia oggi visitabile, e di chi sia la proprietà attuale. È un'informazione che manca anche a noi, e non vogliamo inventarla. Se il castello vi interessa, il gesto più semplice è chiedere al Comune di Aritzo o all'ufficio turistico locale, lo stesso riferimento che indichiamo per verificare gli orari di Casa Devilla: a volte un edificio privato si vede solo da fuori, a volte apre per occasioni particolari, e solo chi vive in paese lo sa con certezza.
Quello che si può fare senza bisogno di nessun permesso è guardarlo dall'esterno, mentre si cammina tra le vie del centro storico. Il profilo neogotico si riconosce bene anche da lontano, ed è un punto di riferimento utile per orientarsi in un paese dove le strade sono strette e si somigliano un po' tutte.
Come si inserisce questa visita nella giornata
Il Castello Arangino e le due chiese minori si vedono bene a piedi, nello stesso giro che porta a Sa Bovida e ai balconi scolpiti del centro storico. Non richiedono attrezzatura, non richiedono una giornata intera: bastano una o due ore, intervallate da soste, per capire che il borgo non ha solo un volto, il granito scuro delle case comuni, ma anche momenti in cui qualcuno ha voluto distinguersi, con una chiesa più antica o con un castello che non assomiglia a nulla attorno.
Un gesto concreto
Prima di salire verso il centro storico, chiedete in Comune o all'ufficio turistico se il Castello Arangino è visitabile in quel periodo e se le due chiese minori hanno funzioni o aperture programmate. Poi camminate con calma: partite dalla parrocchiale di San Michele Arcangelo, proseguite verso le chiese minori e chiudete il giro davanti al castello, magari nel tardo pomeriggio, quando la luce radente rende più leggibili sia la pietra antica che il profilo neogotico più recente. Portate scarpe comode: le vie del centro storico salgono e scendono, e questo giro, per quanto breve, si fa meglio senza fretta.


