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Il BorgoTappa 004 · BG-004

I borghi vicini di Aritzo: Belvì, Tonara, Desulo e le giornate nei dintorni

Quattro borghi a mezz'ora di strada: il torrone di Tonara, la pietra di Belvì, i murales e le quote di Desulo, e la campagna di Tiana.

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I borghi della Barbagia si contano sulle dita di una mano: a ognuno il suo sapore.
I borghi della Barbagia si contano sulle dita di una mano: a ognuno il suo sapore. Foto: la casa

Da Aritzo, in pochi chilometri di curve, si aprono quattro borghi che appartengono alla stessa montagna: Belvì, Tonara, Desulo e, poco più in basso, Tiana con i paesi della vallata. Non sono tappe da consumare di corsa. Sono luoghi dove la giornata prende il ritmo della strada, e la strada qui sale, scende, si stringe tra i boschi. Chi dorme da noi lo sa: si parte dopo colazione e si torna per cena, con le scarpe ancora umide di sottobosco.

Belvì, il paese di pietra

Belvì è il primo che si incontra salendo da Aritzo. È un borgo di pietra, costruito con quella roccia che sembra uscita dal terreno stesso, e condivide con Aritzo la stazione della linea a scartamento ridotto: il trenino che attraversa la Barbagia e che qui ha una delle sue fermate più silenziose. Vale la pena arrivarci in treno almeno una volta, per vedere il paese comparire dal finestrino tra le curve. La pietra non è solo materia da costruzione: è il modo in cui Belvì si è adattato al clima, alle nevicate, ai venti. Camminando tra le case si capisce perché questo borgo venga spesso citato come esempio di architettura spontanea. Non ci sono grandi monumenti da cercare; c'è il paese stesso.

Tonara e il torrone: una domanda che ci fanno spesso

«Ma il torrone di Tonara è davvero diverso?» Ce lo chiedono quasi ogni settimana, in sala. Sì, e la differenza sta nelle mani e nel tempo. Tonara è famosa per il torrone, e ha una sagra dedicata che ogni anno richiama gente da tutta l'isola. Il torrone qui non è un souvenir da autogrill: è un mestiere tramandato, fatto di mandorle, miele e cottura lenta. Fuori dalla sagra, nei giorni normali, si trovano ancora laboratori dove lo si produce e lo si vende. Noi lo serviamo in locanda accanto al caffè, e spesso chi lo assaggia chiede dove si compra. La risposta è semplice: a Tonara, salendo. Approfittatene per camminare nel centro storico, che è piccolo ma tenuto bene, e per affacciarvi sulle valli che si aprono verso il Gennargentu.

Desulo: murales e quota

«Desulo è davvero tra i borghi più alti della Sardegna?» Sì, ed è una delle cose che si sentono subito: l'aria è più fresca, anche in estate, e d'inverno la neve non è una sorpresa. Desulo è porta d'accesso al versante del Gennargentu, e da qui partono sentieri che salgono verso le quote alte. Ma Desulo è noto anche per i murales: pareti dipinte che raccontano la vita del paese, il lavoro, le feste, la montagna. Non è un museo a cielo aperto nel senso turistico del termine; è un paese che ha scelto di raccontarsi sui muri. Girando a piedi si passa dalle case basse alle scalinate, e ogni tanto ci si ferma perché un murales è più bello del precedente. Se avete tempo, chiedete in piazza dove si prende il sentiero per le quote: anche solo mezz'ora di cammino cambia la prospettiva.

Tiana e la vallata: la campagna che si attraversa

Tiana e i paesi della vallata sono forse la parte meno raccontata di questo giro, e proprio per questo la più nostra. Sono campagne, vigne, orti, muri a secco. Non c'è un'attrazione da mettere in elenco; c'è il paesaggio che si attraversa andando verso il Gennargentu. Chi viene da noi in autunno lo sa: è il momento in cui i boschi si riempiono di castagne, e i paesi della vallata diventano tappe naturali per chi cerca funghi e castagne. Ne abbiamo parlato anche in questa nota su l'autunno nei boschi, perché è una delle stagioni in cui la montagna dà il meglio di sé. In primavera, invece, la vallata si riempie di verde e di fiori, e le strade diventano ancora più lente, nel senso buono.

Più lontani, ma in giornata

Se avete una giornata intera, da Aritzo si può puntare anche più lontano. Laconi, con i suoi menhir e il parco Aymerich, è una meta che vale il viaggio: si parte la mattina e si torna la sera. Fonni, sul versante nord di Bruncu Spina, è l'altra direzione possibile, per chi vuole vedere il Gennargentu da un altro lato. Sono mete che richiedono più strada, ma restano fattibili in giornata. Il consiglio è sempre lo stesso: partire presto, non mettere troppe tappe nella stessa giornata, e accettare che le strade di montagna richiedono tempo. Per chi arriva da fuori, abbiamo raccolto qualche indicazione pratica su le strade per arrivare: le curve sono tante, ma il panorama ripaga.

Cosa chiedere, cosa portare

Prima di uscire, chiedeteci in locanda quali paesi sono in festa quella settimana: ogni borgo ha la sua specialità e la sua festa, e spesso la scelta migliore è seguire il calendario invece dell'itinerario. Se andate a Tonara, chiedete dove si compra il torrone appena fatto. Se salite a Desulo, portate una giacca anche in estate. Se scegliete Belvì, valutate il trenino. E se tornate affamati, la nostra cucina di montagna vi aspetta: è il modo in cui chiudiamo il cerchio della giornata. Per orientarvi tra borghi, feste e sentieri, una buona base di partenza è sardegnaturismo.it, il portale ufficiale del turismo in Sardegna. Noi, da qui, vi diciamo solo una cosa: mettete in conto una giornata per borgo, non due borghi in una mattina. La montagna non si visita di fretta.

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